
Scopri l’ultimo numero cartaceo! Pubblicato a novembre 2010 e dedicato alla scomparsa di uno degli ultimi maestri, José Saramago.

Scopri l’ultimo numero cartaceo! Pubblicato a novembre 2010 e dedicato alla scomparsa di uno degli ultimi maestri, José Saramago.
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Pubblicato a novembre del 2009, dopo quasi un anno di silenzio, il numero 11 significa molto per la Redazione. È il primo numero autoprodotto della storia alephica, ma segna anche un salto di qualità sia a livello di collaborazioni (Matteo Collura, Marcello D’Alessandra e Giuseppe Traina) che a livello formale.
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Pubblicato nel novembre 2008, il numero 10 è ritenuto dalla Redazione come il migliore. Ultimo numero ad essere finanziato dall’Università degli Studi di Milano, questo è un numero celebrativo. Stampato in 1000 esemplari è anche il numero più distribuito della storia della rivista e ancora qualche copia si può trovare nei depositi della redazione. Un numero imperdibile.
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Pubblicato nell’ottobre del 2008 questo numero 9 è passato alla storia, oltre che per la copertina lugubre e decisiva, anche per la partecipazione di Katia alle pagine alephiche.- Creatura creata dal geniale e malefico Gianluca Longhi, Katia ha poi fondato una rivista chiamata Banlieue, che a noi piace molto e che, di sicuro, piacerebbe molto anche a voi.
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Pubblicato a settembre del 2008, il numero 8 è famoso per aver ospitato l’unica intervista doppia della storia alephica, protagonisti due tra i migliori editori italiani Marcos y Marcos e Iperborea. Ma questo numero 8, secondo numero in cartone, questa volta azzurro, è anche il numero che presenta più esordi nella storia della rivista.
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Pubblicato nel novembre 2007, il numero 7 segna il compimento dei due anni dell’Aleph. Con una straordinaria intervista a Franco Loi e con l’esordio sulle pagine alephiche del grande Roberto Mandracchia, il numero andò a ruba in pochi giorni. Sono ancora pochi gli esemplari ancora in circolazione.
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Pubblicato a ottobre del 2007, il numero 6 è entrato nella storia alephica come “quello di cartone”, per il colore e la consistenza della copertina. Ma a rendere indimenticabile questo numero è soprattuto la splendida intervista a Tiziano Scarpa, fatta una mattina di quasi un anno prima, a novembre, tra le calli di Venezia.
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Pubblicato nell’aprile del 2007, il numero 5 contiene un intervento targato Wu Ming, ma anche la storica e velenosissima stroncatura di Andrea Coccia ai Barbari di Baricco.
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Pubblicato nel settembre 2006, il numero 4 segna un momento importante per la Redazione: il compimento di un anno, ma insieme, la fine di un racconto epistolare a puntate scritto a otto mani dalla Redazione, un esperimento narrativo che pochi forse hanno avuto modo di cogliere.
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Pubblicato nel giugno del 2006, il numero 3 è passato alla storia alephica come il numero che ha visto esordire tra i narratori un grande amico alephico, tutt’ora con noi in veste di collaboratore e amico fraterno, Gianluca Longhi
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